Domenica 17 luglio, ore 21.30 Dee Dee Bridgewater
Tony Momrelle
Walter Ricci
Salerno Jazz Orchestra

Belvedere di Villa Rufolo

Domenica 17 luglio
Belvedere di Villa Rufolo, ore 21.30
Dee Dee Bridgewater
Tony Momrelle
Walter Ricci
Salerno Jazz Orchestra
Posto unico € 35

Dee Dee Bridgewater
Dee Dee Bridgewater, nome d’arte di Denise Eileen Garrett è nata a Memphis il 27 maggio 1950, è cresciuta fin dalla nascita con la musica della sua città natale. Suo padre, Matthew Garrett, era un rispettato trombettista jazz e insegnante alla Manassas High School di Memphis, dove insegnò future leggende del jazz e membri della Memphis Music Hall of Fame Charles Lloyd e George Coleman. Da bambina, la sua famiglia si trasferì a Flint, nel Michigan, anche se la musica di Memphis rimase un’influenza sempre presente. Ricorda che si sintonizzava regolarmente sulla stazione radiofonica di Memphis WDIA, dove i brani blues, jazz e R&B della sua città natale riempivano la sua stanza. “Vorrei di nascosto e ascoltare. Non sono riuscito a prenderlo fino alle 11 di sera. Mettevo un cuscino sotto la porta e la radio sotto le coperte e roba così, così i miei genitori non potevano sentirla. L’ho chiamato il mio giardino segreto”, ha ricordato.
All’età di sedici anni, Bridgewater era già un punto fermo nella scena dei club del Michigan, mostrando la sua voce straordinariamente forte. “Cantavo nei fine settimana, con mio padre come accompagnatore”, ha ricordato. “Ero minorenne, quindi ho dovuto sedermi in cucina tra i miei set.” Era un membro di un trio vocale femminile chiamato Iridescents e ha anche cantato insieme agli ensemble di suo padre. Dopo il diploma di scuola superiore, Bridgewater si iscrisse all’Università dell’Illinois a Urbana-Champaign. Come cantante nella jazz band dell’università, ha girato l’Unione Sovietica nel 1969, il primo di quelli che sarebbero diventati molti viaggi all’estero. Ha anche iniziato a esibirsi regolarmente con un gruppo jazz chiamato Bridgewater Brothers, che l’ha convinta a dedicarsi alla musica a tempo pieno. “È diventato più facile che andare a scuola, quindi ho abbandonato”, ha spiegato.
All’inizio degli anni ’70, Bridgewater si trasferì a New York City con il marito trombettista Cecil Bridgewater e iniziò la sua carriera professionale insieme a lui come membro della celebre Thad Jones / Mel Lewis Orchestra. “Thad Jones era il mio mondo”, ha ricordato. “Tutto quello che so sulla musica, l’ho imparato da Thad Jones e ho imparato dall’essere in quella band”. Dopo essersi affermata come una stella nascente nella scena jazz di New York, Bridgewater ha iniziato a esibirsi con luminari del genere come Dizzy Gillespie, Max Roach, Sonny Rollins e altri. Con questo slancio alle spalle, Bridgewater ha avuto un anno di successo nel 1974, pubblicando il suo celebre album di debutto da solista “Afro Blue” e iniziando un periodo di due anni come Glinda the Good Witch nel musical di Broadway “The Wiz.
Non molto tempo dopo essersi trasferita a Los Angeles con il suo secondo marito, Bridgewater partì per un tour internazionale con il musical “Sophisticated Ladies” nel 1983. Durante il tour, visitò la Francia e iniziò una relazione amorosa per tutta la vita con il paese, che alla fine la portò per trasferirvisi stabilmente nel 1986. “Sono stato accettato in Francia per i talenti che avevo. E, di conseguenza, non ho mai avuto situazioni in cui sono stata rifiutata perché ero nera – o non abbastanza nera – cosa che ho fatto negli Stati Uniti”, ha ricordato. Durante la sua permanenza a Parigi, Bridgewater ha recitato nel musical “Lady Day” nei panni della leggendaria cantante jazz Billie Holiday, ottenendo recensioni entusiastiche e una nomination al Laurence Olivier Award nel 1986 come migliore attrice (avrebbe vinto un AUDELCO Award nel 2014 per la sua rappresaglia del ruolo). È anche apparsa in musical come “Black Ballad”, “Carmen,
In poco tempo, Bridgewater è stata una vera star nel suo paese di adozione. “Vengo spesso chiamata anche per fare TV”, ha detto all’epoca, “perché so cantare in francese. Quindi ho sviluppato una specie di nicchia speciale per me stesso – perché sono questa stranezza interessante, una cantante afroamericana di lingua francese – che mi permette di attraversare tutti i confini e sostanzialmente fare quello che voglio. Mi dà molta attenzione da parte di riviste, stampa e media e mi aiuta a raggiungere un pubblico che non è necessariamente un pubblico jazz”.

Tony Momrelle, la splendida voce degli Incognito, ha collaborato con Elton John, Sade,Gloria Estefan,Celin Dion, Janet Jackson, Gary Barlow, Gwen Stefani, Gabrielle, Robert Palmer e molti altri.
Cantante soul e jazz/ songwriter, è uno dei musicisti più interessanti e significativi della scena britannica moderna.
Tony comincia a studiare musica a soli 8 anni, facendo le sue prime esperienze di canto all’interno di un coro di musica Gospel e, a soli diciotto anni, firma il suo primo contratto discografico. Da questo momento la carriera di Tony decolla fino a portarlo in tour con alcuni dei più grandi artisti del mondo, tra cui Elton John, Gloria Estefan, Celine Dion, Sade, Janet Jackson, Gary Barlow, Andrea Bocelli, Gwen Stefani, Gabrielle,  Robert Palmer, Beautiful South, il gruppo Gospel SEVEN, e molti altri.I critici musicali. John Rockwell (New York Times) e Paul Morley (BBC) lo hanno definito come il legittimo erede di Stevie Wonder, a causa della sua somiglianza vocale e del feeling unico della sua voce. A ulteriore conferma, durante il tour in Giappone con gli Incognito, Tony riceve una telefonata a sorpresa da Stevie Wonder in persona, che si complimenta affermando di essere un suo fan. Il successo di Tony colpisce Bluey Maunick, frontman della famosa band inglese Incognito, che lo ingaggia come voce maschile della band, con la quale collabora ormai da 10 anni. Nel 2011 Sade lo vuole nuovamente al suo fianco per il tour che segna il ritorno di questa grande artista. Questo lo porta a calcare i palchi più importanti del mondo, in quasi un anno “Lovers Live” e “Soldier Of Love” di Sade, “Life. Stranger Than Fiction”, “Who Needs Love”, “Adventures In Black Sunshine”, “Eleven” , “Bees + Things + Flowers”, “Tales From The Beach” e “Transatlantic RPM” degli Incognito; “Speak Your Peace” e “Total Recall” di Terry Callier ,”Most Requested Hits” di “Another Earthquake” Aaron Carter “Son Rising ” di Ski Oakenfull e molti altri !
I critici musicali John Rockwell (New York Times) e Paul Morley (BBC) lo hanno definito come il legittimo erede di Stevie Wonder, a causa della sua somiglianza vocale e del feeling unico della sua voce. A ulteriore conferma, durante il tour in Giappone con gli Incognito, Tony riceve una telefonata a sorpresa da Stevie Wonder in persona, che si complimenta affermando di essere un suo fan. Il successo di Tony colpisce Bluey Maunick, frontman degli Incognito, che lo ingaggia come voce maschile della band, con la quale collabora ormai da 10 anni. Nel 2011 Sade lo vuole nuovamente al suo fianco per il tour che segna il ritorno di questa grande artista. Questo lo porta a calcare i palchi più importanti del mondo. Nel 2015 il suo EP “Keep Pushing” lo lancia sulle vette delle classifiche britanniche. Nel 2021 e’ uscito Lockdown session

Walter Ricci, classe 1989, cresce in un ambiente musicale grazie agli stimoli provenienti dal padre musicista. Si forma così con l’ascolto di ogni genere di musica ma, fin da giovanissimo, è il jazz in tutte le sue declinazioni a incuriosirlo e ad appassionarlo, dallo swing al bebop sino al contemporary jazz. Attratto dai colossi come Frank Sinatra, Tony Bennet ed Ella Fitzgerald, si dedica allo studio del pianoforte specializzandosi da subito in tecnica dell’improvvisazione e In pochi anni lo troviamo già sui palchi dei jazz club più ambiti ad esibirsi con musicisti già noti e di rinomata esperienza.
Nel 2006 vince il “Premio Nazionale Massimo Urbani” e la sua carriera ha definitivamente inizio. E’ in quell’occasione che incontra il trombettista torinese Fabrizio Bosso, che spesso lo vorrà accanto a sè e che lo sosterrà negli anni a seguire. Nel 2007 suscita l’interesse di alcuni network internazionali e testate giornalistiche come “Jazz Magazine” e “Jazzit”, che gli dedicano diverse interviste.
Nel 2008 incontra Stefano Di Battista, con il quale si esibisce in Italia e all’estero, in Francia, Spagna, Svizzera.
Nello stesso anno la sua voce compare all’interno dell’album “TOUCH” di Lorenzo Tucci, uno dei batteristi jazz di maggior talento in Italia, distribuito dalla SCHEMA RECORD in Giappone e in altri paesi.
Nel 2009-10 arriva l’incontro con Pippo Baudo che lo invita al programma Domenica In come vocalist dell’orchestra diretta da Pippo Caruso.
Nelle numerosissime puntate del programma, in onda sulla prima rete nazionale, ha l’occasione di incontrare e duettare con artisti di fama internazionale, tra i quali Michael Bublè e Mario Biondi. Quest’ultimo lo invita a collaborare nel suo disco e nel suo tour. Nel frattempo collabora con Guido Pistocchi nell’album “SPRING TIME” (etichetta DEJAVUR).
A questo seguirà l’incontro con il sassofonista Daniele Scannapieco, con il quale realizza un omaggio ad uno dei più grandi compositori della storia: “THE COLE PORTER SONGBOOK”. Nell’ottobre 2012 si esibisce, come ospite, nel quartetto di Luca Santaniello al “Dizzy’s Club Coca Cola” del Lincoln Center Di New York e nel 2015 partecipa ed arriva in semifinale al prestigioso MONK COMPETITION a Los Angeles.
All’inizio del 2016 Fabrizio Bosso lo chiama a partecipare stabilmente nel suo “Spiritual” con Alberto Marsico e Alessandro Minetto e incidono un album per la collana dedicata al Jazz Italiano pubblicata dall’Espresso.
A Settembre partecipa al festival internazionale NEW WAVE CONTEST a Sochi, in Russia, dove si aggiudica il primo posto (ex-aequo con il rocker croato Dino) incantando il pubblico e la giuria. Terminata l’esperienza Russa Ricci si trasferisce direttamente per un mese in Francia, dove si sta allestendo il nuovo progetto di Dédé Ceccarelli dedicato a West Side Story, del quale è la voce. Negli ultimi mesi dell’anno, tra concerti in Francia e in Italia, si dedica alla composizione e alla creazione del suo quartetto italo/francese, che vede Domenico Sanna al piano, Géraud Portal al basso e Rémi Vignolo alla batteria. A febbraio viene pubblicato per Warner Music il nuovo disco ”Eklektik” di Antonio Faraò nel quale Ricci è presente su due tracce, “News from…” accanto a Snoop Dogg e “Through the Day”.
Walter Ricci, esibendosi sia con formazioni proprie che in collaborazione con artisti di chiara fama, dimostra di avere non solo la padronanza della grande tradizione dei più noti crooner d’oltre oceano ma, grazie all’ascolto senza restrizioni e all’amore senza limiti per la musica di ogni genere e tempo, di riuscire a creare uno stile personale denso di  sfumature e di nuove sonorità, che spazia con grande naturalezza dal jazz al pop.
STORIES è un album in uscita a ottobre 2019 su etichetta Irma Record.  Con 14 tracce di cui 10 brani originali e 4 cover in italiano, inglese e francese, il disco assume un sound internazionale. Tra le cover troviamo alcune grandi melodie italiane come “Guarda che luna”, “Tu si na  cosa grande” in duetto con Chiara Civello; molti sono i brani in inglese tra cui “No Doubt Left” con Papik.  Spaziando dal jazz al pop Walter Ricci duetta con i più grandi musicisti del mondo come Dedè Ceccarelli, batterista di fama mondiale che ha collaborato anche con Ray Charles.
Nell’intramontabile cover “Guarda che luna” il grande Stefano Di Battista fino a duettare con Fabrizio Bosso in un brano originale dal titolo “I Believe in you”. Tre brani significativi dell’album sono “Raccontami”, “You are all” e “Turn and Turn”.

SALERNO JAZZ ORCHESTRA

La Salerno Jazz Orchestra celebra il suo sedicesimo anno di attività.
L’orchestra salernitana vanta collaborazioni importanti con: Tom Harrell, Peter Erskine, Randy Brecker, Dino e Franco Piana, Maurizio Giammarco, New York Voices, Diane Schuur, Pino Iodice, Roberta Gambarini, Bob Mintzer, Chiara Civello, Serena Brancale, Anthony Strong, Dee Dee Bridgewater; sono questi gli artisti  di fama internazionale con cui l’orchestra si è accompagnata riscuotendo sempre ampi consensi di pubblico e di critica nonché l’apprezzamento dei musicisti ospiti che hanno contribuito a veicolare il nome della nostra città nel mondo del jazz. 

Musicisti:

SAXES:
Carlo Gravina
Giusi Di Giuseppe
Giuseppe Plaitano
Vincenzo Saetta
Andrea Santaniello

TROMBE:
Sergio Vitale
Antonio Baldino
Gianfranco Campagnoli
Nicola Coppola

TROMBONI:
Raffaele Carotenuto
Enzo De Rosa
Luca Giustozzi
Christian Carola

CHITARRA
Carlo Fimiani

PIANOFORTE
Marco De Gennaro

CONTRABBASSO e BASSO EL.
Domenico Andria

BATTERIA
Gaetano Fasano

DIRETTORE
Gianni Pepe